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Vice Presidente di Film Commission Torino Piemonte - Collaboratore in Staff Assessorato Attività Produttive, Commercio, Lavoro Città di Torino

La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere

Nel corso del tempo il lavoro mi ha insegnato che sono infinite le cose che non sappiamo. Da lì, il mio impegno per l'informazione e la divulgazione è diventato "passione".


domenica 3 febbraio 2013

LA VEEMENZA DI LANDINI




E' stato un incontro di grande impeto quello con Landini intervistato da Massimo Giannini nel corso de “la Repubblica delle idee”.
La platea del Teatro Carignano accesa, ha risposto calorosamente.

Tra gli imprenditori, politici, giornalisti, professionisti e cittadini presenti nel pubblico seduto nella sala del Teatro Carignano, anche molti sostenitori di Maurizio Landini, accesi dall'entusiasmo per la lotta sindacale.
Per la verità, l'entrata di Landini in teatro e la sua spigliatezza nel gestire il palcoscenico e la folla, lo rendono più superstar che sindacalista...
L'intervista inizia con la domanda di Giannini spietata ed intelligente: “cosa è successo al lavoro? In quale percentuale la sua regressione è dovuta alla sconfitta del sindacato”?
Il fiume in piena “Landini” rompe gli argini subito e inizia la sua giaculatoria contro il capitalismo finanziario che ha contribuito a mettere in contrapposizione migliaia di persone mandando in crisi il sindacato, come da sua stessa ammissione.
S'infiamma in partenza, gesticola generosamente, alza la voce, sembra incitare la folla contro il nemico: tutti. I poteri privati e i poteri finanziari, i sindacati accomodanti, la politica interessata. Chiunque non entri a far parte del suo schieramento fortemente motivato a salvare il mondo del lavoro.
Giannini ascolta.Incalza con domande sempre più intelligenti ma sa bene che non serve scomporsi, Landini non rinuncerebbe a quello show.
Le sue argomentazioni sono giuste, indubbiamente. Nessuno, che non sia in malafede, si schiererebbe contro i lavoratori, contro gli incentivi al lavoro, contro il sostegno dei disoccupati, ma bisognerebbe non prescindere completamente dalla oggettiva situazione attuale.
Ecco, puntuale, la domanda di Giannini: “come può il sindacato dimenticare la mancanza di gettito in ogni campo”?
Landini scatta e in un lampo è sulla preda: l'intervistatore. Cerca di prevalicarlo inneggiando alla menzogna: non è vero che i soldi non ci sono. Semplicemente vengono spesi all'estero, piuttosto che nelle imprese italiane.
Ritiene che altre fonti potrebbero arrivare da una tassa patrimoniale, dalla lotta all'evasione fiscale, dal risparmio...
Giannini resta immobile, non serve far altro. Continua imperterrito: “avete combattuto la FIAT perché non investiva in Italia. Ora che sta dando segnali opposti dichiarate che non è credibile. Non pensate che sia un atteggiamento distruttivo”?
La difesa di Landini continua sulla scia delle promesse disattese da parte della FIAT.
L'ultima domanda è per rivolgere una richiesta a Marchionne.
Landini stempera l'impeto e lascia intendere che è “aperto al confronto con la FIAT se la FIAT cambia”.

Si è reso disponibile. Bisogna vedere se la FIAT farà altrettanto.
Quel confronto, a tratti duro, ha confermato ancora una volta la grande stima professionale che nutro nei confronti di Massimo Giannini.