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Vice Presidente di Film Commission Torino Piemonte - Collaboratore in Staff Assessorato Attività Produttive, Commercio, Lavoro Città di Torino

La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere

Nel corso del tempo il lavoro mi ha insegnato che sono infinite le cose che non sappiamo. Da lì, il mio impegno per l'informazione e la divulgazione è diventato "passione".


martedì 4 giugno 2013

PROGETTO ROTA: LIBERARE IL FUTURO




E' stato presentato il quattordicesimo Rapporto “Giorgio Rota”, progetto
sostenuto dalla Compagnia San Paolo e realizzato dall'associazione L'Eau Vive insieme alla Fondazione Rota, che ha accompagnato nel corso degli anni la trasformazione della città, leggendone i successi e i fallimenti.

Il confronto più diretto é avvenuto tra Luca Davico e Luisa Debernardi, curatori del rapporto, e il Sindaco Fassino.
La presentazione dello studio di ricerca è partita dal dato inconfutabile che la crisi sia diventata strutturale e, piuttosto che focalizzare l'attenzione sui suoi effetti, il tentativo è stato quello di capire quanto ancora sia solido il tessuto produttivo attraverso un'attenta analisi dell'ultimo decennio.

Soprattutto, l'obiettivo è stato quello di capire come si collochi la realtà torinese nel confronto con le altre metropoli e se la città abbia perso, nel tempo, la sua postazione di città all'avanguardia.

L'esito non è stato generoso.
E' emerso il quadro di una città in affanno, malposta in una classifica che racchiude le città del nord del paese. Dall'analisi risulta che:
  • la burocrazia a Torino è affondata in un sistema inefficiente, per tempi e risultati, che la colloca al quart'ultimo posto tra le città di 27 paesi;
  • l'illegalità, nonostante le tante azioni messe in campo, la vede solo in una mediocre posizione centrale della suddetta classifica;
  • i tassi di occupazione femminile sono bassi;
  • le infrastrutture sono insufficienti, anche rispetto ad una città problematica come Genova ( qualcuno dalla platea suggerisce che il vantaggio sia dovuto al porto)
  • la capacità attrattiva nel settore universitario è buona, ma scarsa è la capacità di collocamento delle professioni nel mondo del lavoro
  • il livello di retribuzione del settore manageriale è troppo basso per essere attrattivo
Emerge, quasi consolatorio, il giudizio positivo nei confronti del settore trasporti della città, mentre il servizio aereo ne esce a pezzi.
Torino viene promossa come città dedicata alla ricerca, ma bocciata come luogo di realizzazione di progetti e opportunità.
La sensazione è quasi quella di un processo, anche se, com'è noto, le eventuali responsabilità della politica, in questo caso, non sono recenti ma provengono da lontano.
Il Sindaco Fassino non cerca la fuga nell'addebito di responsabilità alle passate gestioni ma accoglie il carico delle critiche e, analizzandone una ad una, ne tenta la demolizione.
Inizia cercando una contestualizzazione ai dati della ricerca: è possibile che Torino registri il più alto indice di ricorso alla cassa integrazione, ma è pur vero che rappresenta la città più industrializzata del Paese. Sicuramente, per Reggio Calabria lo stesso dato risulta più basso.
Ammette, ironizzando con il suggerimento provenuto dalla platea, che a Torino non c'è il porto perché manca ancora il mare, ma promette che in qualità di Sindaco farà il possibile per dotarne la città.
Ironia a parte, il suo intervento vira decisamente verso i dati inerenti i successi:
in campo culturale, universitario, tecnologico, amministrativo ( per un'efficenza che non riconosce nei dati presentati) e soprattuto internazionale.
Ha ricordato i grandi progetti che hanno trasformato il volto della città attraverso il recupero di 5 milioni di metri quadrati, parte dell'area abbandonata nel decennio 80/90, in seguito alla chiusura delle fabbriche.
Ha sottolineato il nuovo ruolo di Torino all'estero, i molteplici contatti con ambasciatori di tutto il mondo per la stipulazione di accordi in ogni campo.
Ha ricordato la nuova veste turistica della città e la sua capacità nel diversificare le sue risorse rispetto alla monoproduzione manufatturiera.
Due analisi quasi opposte, ugualmente corrette, dello stesso luogo, come realtà lontane.
Forse la città ha più bisogno di confronto che di scontro.
Forse la ricerca potrebbe lavorare per legare maggiormente i dati al contesto, e la politica comprendere che le analisi sono strumento prezioso per una riflessione seria sul difficile contesto attuale, e non un attacco diretto al proprio orgoglio.
Il Progetto Rota è un'opportunità preziosa e Torino una città realmente all'avanguardia.