Puoi scrivere a

antonella.frontani@gmail.com
Vice Presidente di Film Commission Torino Piemonte - Collaboratore in Staff Assessorato Attività Produttive, Commercio, Lavoro Città di Torino

La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere

Nel corso del tempo il lavoro mi ha insegnato che sono infinite le cose che non sappiamo. Da lì, il mio impegno per l'informazione e la divulgazione è diventato "passione".


venerdì 22 marzo 2013

Il TRASPORTO A TORINO VIAGGIA TRANQUILLO

Ad Antropos Claudio Lubatti, Assessore alla Viabilità e Trasporti della Città di Torino e Presidente dell'Agenzia Mobilità Metropolitana di Torino,  spiega il lavoro svolto per garantire l'organizzazione della viabilità in una grande città.
A pochi giorni dal blocco di 9 ore  del servizio  della linea metropolitana, Lubatti risponde a domande su organizzazione del traffico, definizione di zone a traffico limitato, garanzia di sicurezza del sistema metropolitano, costruzione di parcheggi, mobilità a favore di disabili, bambini e biciclette, disagi relativi a cantieri aperti e lavori in corso.
Guarda il video

video







mercoledì 13 marzo 2013

SINDACATI E CRISI




Al Teatro Carignano Torino ha inaugurato il triennio di manifestazioni dedicate alla celebrazione dei 70 anni dalla Liberazione del Paese.
Ha iniziato ricordando gli eventi meno citati dalla storia, ma più carichi di forza ed efficacia rispetto a quel periodo storico: i mitici scioperi del '43.
Un video commovente di immagini e facce coraggiose che in quei giorni sfidarono la storia con un coraggio che abbiamo dimenticato; con la fierezza che sembra non appartenere più a nessuno di noi.
Lo sguardo di Leo Lanfranco che ha costruito e capeggiato i movimenti di protesta contro il regime, tagliava lo schermo come una lama affilata; la sua triste storia ha inchiodato la platea in un limbo di poltrone, costretta a ricordare.
La solidarietà che legò gli operai di diverse appartenenze politiche ( compresi quelli di area fascista), sembrava un'immagine lontana, impossibile.
Il ruolo sindacale in un periodo in cui era reato scioperare, assurgeva a faro nella notte.
Tutto era commovente.
Fino al dibattito con i tre vertici delle attuali, principali sigle sindacali: Susanna Camusso, Luigi Angeletti, Raffaele Bonanni.
Loro erano tragicamente reali e il loro eloquio una tragica realtà.
Angeletti ha pericolosamente tentato un parallelo tra l'azione sindacale del passato e quella attuale; Bonanni ha improvvisato un tentativo di analisi dei mercati per spiegare una crisi economica di cui non conosce le proporzioni; Camusso, più intelligentemente, ha accennato un' autocritica all'operato di tutta l'area sindacale ribadendo, però, concetti un po' obsoleti, se restano solo tristi intenzioni.
Difficile dire se era più imbarazzante il tentativo di sopravvivere all'incalzare delle domande di Gad Lerner o le risate malcelate della platea.
Per fortuna, l'evento ha previsto l'apertura della cerimonia con l'attenta analisi di storici prestigiosi e la chiusura con un tenerissimo, rispettabilissimo, giovanissimo gruppo musicale che ha coraggiosamente scelto di chiamarsi “ Le Primule Rosse”. Emozionati perché piegati dal peso della storia che in quella Sala emergeva sono stati bravi. Giovani, emozionati e bravi.



martedì 12 marzo 2013

AMBASCIATORE FRANCO GIORDANO: IL PRIMO ANNO DEL SUO INCARICO A TORINO

L'Ambasciatore Franco Giordano racconta ad Antropos il suo primo anno di incarico a Torino nel neonato Settore Relazioni Internazionali della città




sabato 9 marzo 2013

8 MARZO E FEMMINICIDIO : OBBLIGATORIO RILETTERE


Lorella Zanardo

Nessuna donna intelligente, colta o meno, oggi penserebbe di festeggiare l'8 marzo secondo i dettami di una festa diventata il trionfo del cattivo gusto.
Ben diverso, invece, pretendere che questa data, maltrattata da una cattiva influenza commerciale, torni ad essere il pretesto per parlare di un tema tragicamente attuale: il crescente fenomeno della violenza sulle donne.
L'evoluzione della specie impone che non si parli più della donna come di una minoranza da proteggere, e che le prospettive di vita non prevedano un “settore femminile” come si trattasse di una nicchia in difficoltà ma, nel caso del femminicidio, bisogna ammettere che il dramma è riservato solo alle donne.
E' una dato oggettivo, non è un'opinione.
A Torino, il Sindaco Fassino, ha avuto la sensibilità di riservare la prestigiosa Sala Rossa del Comune per una Lectio Magistralis della scrittrice Lorella Zanardo sul tema “L'immagine della donna nei media italiani”: nessuna retorica, molto interessante.
Ammetto, ho partecipato non completamente convinta che non avrei trovato l'incontro carico di retorica. Sbagliavo.
Lorella Zanardo è ciò che, con termine inflazionato, definiremmo “soggetto comunicativo”, ma lontana da ogni arteficio di bassa lega.
Comunicativo” è, spesso, un politico bugiardo o un leader ciarliero, un artista incapace o un opinionista disinformato. Qualche volta no.
Qualche volta, come nel caso della Zanardo, è solo molto capace di raggiungere il suo obiettivo. Catturare l'attenzione e la coscienza della platea.
Per chi, come me, ha vissuto troppe primavere per non avere partecipato a troppi dibattiti sulla questione femminile, era alto il rischio di trovare superata la tematica.
Viviamo confortate dall'idea che molto è stato ottenuto nella lotta per la parità dei sessi e l'emancipazione della donna ma le parole dalla Zanardo mi hanno velocemente ricondotto alla realtà.
Dove ha origine la spietatezza che conduce al fenomeno della violenza sulle donne, i cui episodi sono diventati fatti ordinari di cronaca? Qual è la trappola in cui resta incastrata una cultura che abbiamo impiegati anni a modificare?
L'intervento della Zanardo non era carico di parole, quanto di immagini.
Stralci di programmi televisivi, spot e campagne pubblicitarie che hanno per “oggetto” il corpo delle donne.
Nulla di nuovo, ma drammatico. Quelle immagine selezionate, assemblate e proposte come oggetto di discussione sono state un vero shock.
Immagini che piombano ogni giorno nelle nostre case all'ora di pranzo o di cena, come le sequenze più rassicuranti per una società evoluta e invece sembrano un tuffo nel più retrogrado, oscuro, passato
Non era in discussione il nudo femminile, che la Zanardo esalta quando è cornice di un contesto artistico, ma il ruolo impietoso riservato alle donne in spazi televisivi e pubblicitari offerti da media di portata nazionale, quei format a cui hanno accesso i nostri figli, le generazioni del futuro.
Non eravamo solo signore mature, nella platea della Salsa Rossa. Con noi sedevamo molti ragazzi e ragazze portati dalle scuole. Facce intelligenti e perplesse, un po' intimiditi dal luogo e dalla consapevolezza di non aver mai riflettuto davvero sulla natura dei messaggi che la televisione propina loro.
Facce attonite e in preda al rossore, ma intelligenti. Straordinariamente intelligenti.
Per loro la Lectio non sarà stata “tempo perduto”.


CINEMA: CHE PASSIONE!

Alberto Barbera, direttore del Museo del Cinema di Torino, direttore della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e prestigioso critico cinematografico, ad Antropos racconta la sua passione per il Cinema.