Puoi scrivere a

antonella.frontani@gmail.com
Vice Presidente di Film Commission Torino Piemonte - Collaboratore in Staff Assessorato Attività Produttive, Commercio, Lavoro Città di Torino

La vera saggezza sta in colui che sa di non sapere

Nel corso del tempo il lavoro mi ha insegnato che sono infinite le cose che non sappiamo. Da lì, il mio impegno per l'informazione e la divulgazione è diventato "passione".


lunedì 22 dicembre 2014

CLAUDIO LUBATTI DIETRO LE QUINTE


Il video di backstage realizzato in studio prima di andare in onda con la puntata di Antropos dedicata alla viabilità a Torino.
Ospite Claudio Lubatti - Assessore Viabiità Comune di Torino -


video

TUTTI A PIEDI...


Il piano di pedonalizazione di una grande città è un progetto complesso che investe l'ambito della viabilità e quello dell'urbanistica.
La scelta verso la quale si orientano le città oggi, è quello di coltivare una cultura sempre  più attenta alla qualità della vita, e l'individuazione di nuove aree pedonali rappresenta la possibilità di vivere la città secondo uno stile più sostenibile.
Grandi conseni, dunque, da parte dei cittadini e dei commercianti, ma anche qualche perplessità, paure e  qualche pregiudizio.
Artefice e "vittima" di questo ambizioso progetto nella città di Torino è l'Assessore alla Viabilità, Claudio Lubatti, che ad Antropos racconta i passaggi del suo operato.

Intervista curata e condotta da Antonella Frontani
Focus a cura di Giorgio Daferia
Regia: Teo Cavalluzzo, Franco Vinciguerra
Assistenti di studio: Cristina Colet, Federico Cuomo, Chiara Cuttica
Backsage: Geeta Reda



video

venerdì 12 dicembre 2014

CON PIERGIORGIO ODIFREDDI A SPASSO PER IL MUSEO DEI NUMERI

Ad Antropos Piergiorgio Odifreddi presenta il suo ultimo libro Il Museo dei numeri

Intervista curata e condotta da Antonella Frontani
Focus a cura di Giorgio Diaferia
Regia: Teo Cavalluzzo, Franco Vinciguerra
Assistenti di studio: Cristina Colet, Federico Cuomo, Chiara Cuttica
Backstage: Elisabetta Vacchetto, Geeta Reda


video

PIERGIORGIO ODIFREDDI DIETRO LE QUINTE DI ANTROPOS

Il video di backstage della puntata di Antropos in cui Piergiorgio Odifreddi ci porta a spasso per Il Museo dei numeri

video

giovedì 11 dicembre 2014

BACKSTAGE

Video di backstage della puntata di Antropos dedicata a "La Guerra dell'arai", con Alberto Valmoggia - Assessore all'Ambiente Regione Piemonte - e Maria Caramelli - Direttore Generale Istituto Zooprofilattico Piemonte Liguria e Valle d'Aosta -

video

mercoledì 10 dicembre 2014

UN CONCERTO PER IL CARCERE


E' la mission della Società Lirica Francesco Tamagno: portare l'opera nei luoghi insperati.
Per il secondo anno Angelica Frassetto, il Presidente della società, ha organizzato un concerto dal programma non scontato ed emozionante nel carcere di Torino " Lorusso e Cutugno".
Il Mosè di Rossini, l'Aria della bambola di Offenbach, La Rondine di Puccini erano solo alcune delle arie proposte al pubblico del carcere insolito quanto attento.
Giovedì 4 dicembre, alle 15.00, è iniziato lo spettacolo nel silenzio più totale. Due ore dopo, i lunghi applausi  in piedi sono stati il più bel successo per una compagnia teatrale che ha fondato il prorpio lavoro dull'impegno sociale.
Magistrali le voci del soprano  Anna Delfino, soprano,  del tenore Giuseppe Raimondo,  del mezzosoprano Laura realbuto, del basso Andrea Goglio.

Interviste curate e dirette da Federico Cuomo
Ripres e montaggio : Luca Puzzanghera



video

sabato 6 dicembre 2014

LA GUERRA DELL'ARIA

Dopo gli eventi alluvionali, ad Antropos si affronta il problema dell'inquinamento dell'aria e dell'ambiente, tematiche nei confronti delle quali non bisogna mai abbassare i livelli di allerta.
Immediatamente dopo la scandalosa sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato il processo Eternit  per prescrizione del reato di disastro ambientale doloso permanente, è importante puntare il fuoco sullo stato di intervento nei siti ambientali del nostro paese e del territorio piemontese.

Quanti morti invisibili continuano nell'indifferenza e quali sono i costi dell'inquinamento, secondo l'Agenzia Europea per l'Ambiente?

Quali sono le battaglie  vinte dalla ricerca, e delle istituzioni per sostenere la crescita di una cultura più attenta all'biente?

La guerra dell'aria è un argomento di cui si parla a tratti, immediatamente dopo una criticità.
Cosa accade quando non se ne parla più?

Ad  Antropos  il confronto con Alberto Valmaggia - Assessore all'Ambiente della Regione Piemonte - e Maria Caramelli - Diretttore Generale dell'Istituto Zooprofilattico del Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta - Guarda il video.

Intervista curata e condotta da Antonella Frontani
Focus a cura di Giorgio Diaferia
Regia: Teo Cavalluzzo  , Franco Vinciguerra
Assistenti di studio: Crisinta Colet, Chiara Cuttica,
Backstage: Elisabetta Vacchetto, Geeta Reda

video

venerdì 28 novembre 2014

E' TEMPO DI UNIRE LE FORZE!


Sei mesi fa nasceva un accordo tra tre grandi utility, Iren Hera e Smat, per dare vita a nuovi progetti di ricerca applicata al fine di sviluppare l'innovazione tecnologica e la qualità del servizio idrico.
Pochi giorni fa è stata siglata la convenzione tra i tre gruppi ed è stato annunciato l'avvio di 9 progetti di ricerca, primo frutto della collaborazione.
A tale proposito, nei prossimi due anni  verranno  investiti 1,2 milioni di euro e saranno impiegati 21 giovani ricercatori; la previsione di ricaduta economica dell'operazione  sul teritorio ammonta a 4,8 milioni di euro nel prossimo quinquennio.
L'obiettivo della partnership, unico esempio in Italia, è di rendere l'estero un confronto sul piano tecnologico e non una fuga per i nostri giovani talenti della ricerca.

Intrvista curata e condotta da Antonella Frontani
Focus a cura di Giorgio Diaferia
Rega: Teo Cavalluzzo, Franco Vinciguerra
Assistenti di studio: Cristina Colet, Federico Cuomo, Chiara Cuttica
Backstage, Elisabetta Vacchetto, Geeta Reda


video


video
                                        Backstage a cura di Elisabetta Vacchetto e Geeta Reda

lunedì 24 novembre 2014

ALLUVIONI. PAURE E CERTEZZE

Gli eventi alluvionali degli ultimi tempi hanno procurato ingenti danni e grande paura, soprattutto nei territori della Liguria e del Piemonte.
Cosa rimane nei luoghi colpiti dal disastro  dopo gli inteventi della Protezione Civile?
Cosa resta di fatti di cronaca come questi, quando non se ne parla più?
Qual è il margine di prevedibilità delle catastrofi climatiche?
Ne parlano ad Antropos il Prof. Claudio Cassardo - Università di Torino - l'ing Secondo Barbero - Arpa Piemonte Responsabile Struttura Idrologia ed effetti al suolo - e l'arch. Franco de Giglio - Protezione Civile Regione Piemonte -

Intervista curata e condotta da Antonella Frontani
Focus a cura di Giorgio Diaferia
Regia. Teo Cavalluzzo, Franco Vinciguerra
Assistenti di studio:Cristina Colet,  Federico Cuomo, Chiara Cuttica
Backstage: Geeta Reda


video


video

                                                               Backstage Geeta Reda

mercoledì 12 novembre 2014

LO SCANDALO IN MUSICA - ENZO RESTAGNO AD ANTROPOS


video
                                      Estratto della puntata di Antropos con Enzo Restagno

video
               Backstage della puntata di Antropos con Enzo Restano - Servio Elisabetta Vacchetto                                                    

Ad Antropos, Enzo Restagno presenta la sua ultima fatica: il libro Schonberg e Stravinsky, storia di un'impossibile amicizia.
Nella loro vita i due geni della musica del Novecento si incontrarono una sola volta, nel 1912, alla Krolloper di Berlino dove la compagnia dei Ballets Russes di Diaghilev metteva in scena Petruska: fu uno scambio cordiale e pieno di stima a cui seguirà, negli anni, un lungo rapporto di non amicizia che eserciterà una grande influenza nella loro vita artistica e personale.
Restarono vicendevolmente colpiti dalle composizioni Stravinsky ammirò il Pierrot lunaire)ma, pur stimandosi, riuscirono ad evitare puntualmente un successivo incontro, sfiorandosi di continuo nei luoghi deputati alla cultura del tempo.
Le loro vicende si svolsero prima a Vienna, San Pietroburgo, Berlino, Parigi , poi a New York, Los Angeles fino a coinvolgere il mondo intero.
Intorno a questo epico incontro il Prof. Restagno costruisce un libro denso ma lieve, coltissimo e divertente. Una biografia dei due grandi artisti, narrata attraverso le loro passioni, tradimenti, amori, creazioni e ripensamenti, passando per l'ultimo grande scandalo che dominò il mondo della musica: l'esecuzione del concerto che fu nominato dei ceffoni di Schonberg e la rappresentazione de La Sacre du Printemps di Stravinsly.
La capacità del Professore è di rendere visibile l'atmosfera che dominava i luoghi cento anni fa, il clamore che i due provocarono nell'ambiente intellettuale di allora e di analizzare con grande finezza le partiture di indiscutibile bellezza. Un saggio nitido e vivace dalla scrittura fluida e accattivante che ben accompagna il lettore nei meandri di un complesso e affettuoso rapporto umano e psicologico tra due compositori che hanno cambiato il percorso della musica del Novecento.
Dell'autore, Alberto Mattioli scrive nella sua recensione: Enzo Restagno, il sommo sacerdote italiano della musica del Novecento...
Ad Antropos, il Professore incanta il pubblico con il suo avvincente racconto.
Questa sera in onda alle 21.00 su Quartarete Tv e in diretta web ( www.quartarete.tv)

Intervista curata e condotta da Antonella Frontani
Focus a cura di Giorgio Diaferia
Regia: Teo Cavalluzzo
Assistenti di studio: Cristina Colet, Chiara Cuttica
Backstage: Elisabetta Vacchetto, Geeta Reda



lunedì 10 novembre 2014

E' TEMPO DI UNIRE LE FORZE!


                Francesco Profumo, Paolo Romano e Salvatore Molè mentre firmano l'accordo

E' giunto il tempo in cui le aziende mettano a sistema le proprie forze per dare vita a grandi progetti di collaborazione all'insegna di efficienza, credibilità e capacità di competizione. Iren, Hera e Smat firmano un accordo.

L'8 aprile 2014 nasceva l'intenzione di un'alleanza tra tre grandi utility per innovare il ciclo idrico nelle regioni del Piemonte, Liguria e Emilia Romagna.
Iren, Smat ed Hera hanno stretto un patto di collaborazione per sviluppare la ricerca nel settore che sconta, nel Paese, ancora importanti carenze strutturali.
Si tratta del primo accordo di questo tipo in Italia il cui obiettivo è quello di sostenere l'innovazione tecnologica e incrementare gli investimenti.
Questa mattina, presso il centro di ricerche Smat, le tre società hanno firmato un accordo di collaborazione che sancisce regole e e tempi per sviluppare la ricerca applicata.
Le figure di riferimento del progetto, Francesco Profumo, Paolo Romano e Salvatore Molè, lavoreranno con impegno per identificare gli ambiti di interesse comune, individuare e assegnare le priorità e stendere i piani dettagliati.
L'obiettivo principale è quello di incentivare il rapporto con il mondo accademico per impostare un metodo di ricerca in grado di fornire alle aziende dei risultati applicabili per migliorare il servizio e sviluppare l'industria dell'acqua. Ciò, tenuto conto che il nostro paese si trova tra gli ultimi posti per capacità e qualità di spesa, sia per quanto attiene la ricerca/formazione , sia per i fondi strutturali.
Nel corso dei mesi precedenti, sono stati scelti 9 progetti che hanno per obiettivo:
  1. Sviluppo Sistemi di telecontrollo e Sistemi Esperti/Modellistica; 2) Analisi di laboratorio specialistiche, sistemi di misura online, sensoristica innovativa; 3) Progetti di potabilizzazione e depurazione.
Per la realizzazione dei 9 progetti verranno effettuati investimenti per oltre 1,2 milioni di euro in due anni e saranno impiegati 21 ricercatori. Con l'applicazione a regime dei risultati della ricerca il ritorno economico, valutato in un arco temporale di 5 anni, è di 4,8 milioni di euro.

                                      Profumo, Romano e Molè con 5 nuovi ricercatori scelti

domenica 9 novembre 2014

GLI ABITI E I BIJOUX DI UN INTERO PALINSESTO


Fabrizio Lenzi e I Bijoux del Gatto sono gli sponsor di Antorpos


video

venerdì 7 novembre 2014

I GRANDI PROGETTI DI TORINO


Nel corso dell'attuale crisi economica, la peggiore degli ultimi decenni, il futuro di una città è legato alla realizzazione dei grandi progetti.
A Torino, dopo la trasformazione avvenuta a partire dal primo Piano Strategico avviato nel 1998, tre grandi realtà contribuiranno alla ripresa economica della città: Torino Nuova Economia, Environment Park e il terzo Piano Strategico.
Tne è una società di intervento, a capitale prevalentemente pubblico, costituita nel 2005 per realizzare la riqualificazione urbana e industriale delle ex aree dismesse da Mirafiori. Si tratta di circa 300 mila metri quadrati da restituire al tessuto urbano mediante interventi di edilizia e di valorizzazione socio-economica.
Environment Park è il Parco Scientifico Teconologico realizzato nel 2000 nell'ambito della trasformazione urbana dell'ex area industriale della zona Spina 3. La mission del Parco è quella di incentivare la crescita dell'innovazione lavorando con le imprese che puntano alla sostenibilità ambientale.
Il Terzo Piano Strategico di Torino è un progetto nato nel 2011 partendo dall'ascolto degli attori locali per costruire un percorso comune di riflessione in merito ai problemi dell'area metropolitana torinese, di progettazione  strategica del futuro  e  di realizzazione delle opere necessarie.
A Capo dei tre progetti, un solo manager: Davide Canavesio.
Amministratore Delegato di Tne ed Environment Park, e Resposnsabile della Commissione Economica del Terzo Piano Strategico di Torino, Canavesio racconta ad Antropos gli obiettivi del suo lavoro.

Intervista curata e condotta da Antonella Frontani
Focus di Giorgio Diaferia
Regia: Franco Vinciguerra
Assistente di studio: Luca Puzzanghera, Chiara Cuttica, Federico Cuomo
Backstage: Elisabetta Vacchetto, Geeta Reda

video



video
                                            Le immagini di backstage di Elisabetta Vacchetto

lunedì 3 novembre 2014

NASCE LA CITTA' METROPOLITANA


Dal primo gennaio 2015, nel nostro paese,  diventeranno operative le dieci città metropolitane che avranno un territorio di azione pari alla superficie delle ex province di appartenenza.
Si tratta di una nuova realtà territoriale nei confronti della quale sono state riposte molte aspettative ma anche molte paure: esiste un reale rischio di supremazia da parte delle grandi città nei confronti dei piccoli comuni? Sarà possibile risolvere ogni problema in maniera armonica, tenuto conto delle diverse realtà geografiche e di cultura? Ci saranno stanziamenti sufficienti a coprire le spese di un'operatività più ampia di quella provinciale?
Ad Antropos se ne discuterà affrontando, in modo particolare, le esigenze legate alla mobilità della Città Metropolitna di Torino.
L'Assessore alla viabilità del Comune, Claudio Lubatti, il Sindaco di Pinerolo, Eugenio Buttiero e il Consigliere della neo Città, presenteranno il nuovo Piano di Sviluppo della Trasposto Metropolitano.

Intervista curata e condotta da Antonella Frontani
Focus a cura di Giorgio Diaferia
Regia:  Franco Vinciguerra
Assistente di studio: Cristina Colet, Chiara Cuttica
Immagini di backstage. Geeta Reda


video

giovedì 30 ottobre 2014

ASTI E' " IN UN POSTO BELLISSIMO"...


In un posto bellissimo è il film che Giorgia Cecere sta girando ad Asti con Isabella Ragonese e Alessio Boni.
Una storia intensa che scava nella vita interiore dei protagonisti.
Nella sede della Cassa di Risparmio di Asti si è tenuta la conferenza stampa di presentazione. Al tavolo dei relatori il Sindaco di Asti, fabrizio Brignolo, il Presidente della CRA, Aldo Pia, il President della Film Commission Torino Piemonte, Paolo Damilano, l'Amministratore Delegato di Fip, Paolo Tenna, la prodruttrice di Bianca, Donatella Botti, la regista Giorgia Cecere, i protagonisti, Isabella Ragonese e Alessio Boni. Moderazione di Antonella Frontani, Vice Presidente di Film Commission Torino Piemonte.
La notizia di rilievo emersa, riguarda l' investimento che la banca ha effettuato nei confronti della produzione, per un ammontare di 350 mila euro, attraverso il prezioso strumento del Tax Credit.
Si tratta di un'importante operazione di coinvolgimento del territorio e del suo tessuto imprenditoriale.
La produzione, della durata di 5 settimane e mezza, terminerà le riprese il 19 novembre.
Ha impiegato 42 tecnici, di cui 23 piemontesi. Sarà distribuita da Teodora e probabilmente candidata ad importanti festival cinematografici.


video

mercoledì 29 ottobre 2014

EBOLA: E' EMEGENZA!



E' scatata in tutto il mondo la procedura di emergenza per il virus  ebola.
Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha nominato Ron Klain,  ex consigiere della Casa Biana,  responsabile  pr il coordinamento e la gestione del piano di controllo dell'epidemia.
L'Europa, per lo stesso incarico,  ha nomiato Christos Stylianidis.
Quali procedure sono state attivate in Itaia? E nel territorio piemontese?
Quanto incide il "fattore paura" nell'evoluzione del fenomeno?
Ne parla ad Antropos il Professor Giovanni Di Perri - Ordinario di Dipaetimento di Malattie Infettive dell'Università di Torino - e il dottor Saverio Bellizzi - Epidemiologo - in collegamento da Roma,  da poco rientrato dalla Liberia.

Intervista curata e condotta da Antonella Frontani
Focus a cura di Giorgio Diaferia
Regia Franco: Vinciguerra
Assistente di studio: Cristina Colet, Chiara Cuttica, Federico Cuomo
Immagini di backstage: Elisabetta vacchetto, Geeta Reda


video

giovedì 23 ottobre 2014

IL BACKSTAGE DI ANTROPOS

Antropos è il programma di approfondimento che va in onda il mercoledì' alle 21.00 su Quarta Rete Tv
Il format, curato e condotto da Antonella Frontani,  è collegato al web journal Ecograffi.it e ai programmi radiofonici Paprika e Marco Polo, in onda  il martedì rispettivamente su Radio Banda Larga, alle 17.00 e su  Radio LDC95,  alle 17.30
Focus curato e condotto da Giorgio Diaferia

In redazione collaborano  Jacopo Bianchi, Cristina Colet, Luca Puzzanghera, Chiara Cuttica, Federico Cuomo, Elisabetta Vacchetto, Geeta Reda.


video
                                         Il backstage di Antropos a cura di Elisabeta Vacchetto

IL DON GIOVANNI SCANDALOSO DI VICK





Il Don Giovanni di Graham Vick divide la platea: fischi e applausi scroscianti per una regia che gioca sugli eccessi e strizza l'occhio a Lacan.

Siamo ancora abituati allo scandalo in musica?
Forse no. L'ultimo evento riconosciuto ufficialmente scandaloso nel mondo della musica fu la prima rappresentazione de Le sacre du Printemps, di Igor' Stravinskij.
Da allora il mondo della critica fatica a ricordare un evento che abbia turbato le platee e il loro giudizio, tanto da favorirne un dibattito acceso.
Eppure, il mondo dell'arte, e dunque anche quello della musica, ha conosciuto nuovo orizzonti e forme di evoluzione, solo attraverso il confronto e lo scontro di scuole di pensiero.
Oggi, qualche volta, può accadere di assistere allo scandalo nell'ambito della rappresentazione lirica quando il regista, lo scenografo e il costumista, decidono di creare un allestimento innovativo e dissacrante di opere molto famose. E tanto più è nota l'opera rappresentata, tanto più è grande lo scalpore che ne scaturisce.
E' quanto è accaduto con l'allestimento che ( regista di fama mondiale ) ha messo in scena in un circuito di teatri italiani minori e bellissimi: Jesi, Pavia, Cremona, Fermo; Brescia, Bolzano e Reggio Emilia.
E la sfida è veramente grande: l'opera in discussione è il Don Giovanni di Mozart!
Sesso, droga e morte sono i punti cardini di un attento lavoro di regia.
L'opera rappresentata anche al Teatro Ponchielli di Cremona il 18 ottobre, ha suddiviso la platea, tra fischi e applausi scroscianti. Finalmente uno scontro a teatro...
Don Giovanni ( in scena Gezim Myshketa) è un tossicodipendente sbruffone, disonesto e poco seduttivo che copula in un Range Rover. Le sue conquiste sono rappresentate da un ammasso di manichini finiti in un grande container e il suo compulsivo desiderio sessuale è sfrenato e senza regole.
La festa che chiude la prima parte è uno scandaloso rave party in cui gli invitati si accoppiano senza regole.
Il messaggio del regista di fama mondiale è di guardare ad occhi aperti la società nella quale viviamo di cui, a volte, preferiamo dimenticare la trasgressione e l'immoralità.
Ogni scena crea un forte impatto visivo, ma nessun quadro slitta mai nella volgarità.
E' un miracolo che avviene grazie alla “tecnica magistrale di Vick che è sempre chiara, rigorosa e teatrale”, come sostiene Enrico Girardi sulle pagine de Il Corriere; un prodigio del virtuoso regista capace di “ ricreare il teatro come non si fa più”, come scrive Carla Moreni sulle pagine de Il Sole 24.ore.
Sarebbe saggio ricordare, quando godiamo di un'opera lirica, che il lavoro solo apparentemente innovativo di registi come Graham Vick e Calixto Bieito, non è solo il tentativo di stupire, fino a scandalizzare, ma spesso è la volontà di offrire al pubblico una lettura filologica della storia.
E' l'impegno a ricreare le intenzioni reali del compositore e a contestualizzare le dinamiche nel periodo storico in cui viene scritto il racconto musicale.
Rigoletto, in fondo, non era un povero vecchio deriso, nelle intenzioni di Verdi, ma la rappresentazione più probabile dell'orribile e grottesca maschera di Victor Hugo, mentre Violetta non voleva incarnare la deliziosa signora ben vestita che tutti abbiamo visto rappresentare in Traviata, ma la più triste prostituta di un bordello. Il Novecento ha sapientemente imparato ad edulcorare ogni intenzione violenta dell'opera, trasformandola in una rassicurante rappresentazione della realtà tra balconcini e tendine ricamate.
Don Giovanni era un furfante, non un nobiluomo..
L'opera è stata ben condotta dal Maestro José Luis Gomez – Rios che ha diretto l'orchestra dei Pomeriggi Musicali e ha saputo garantire brillantezza allo spettacolo, mantenendo la varietà espressiva e di accenti che la partitura di Mozart prevede.
Il cast ha saputo sostenere il confronto con Amadeus pur trattandosi di un cast giovane, in parte selezionato con il ConcorsoAsLiCo per Giovani Cantanti d'Europa.
Bravissimo Gezim Myshketa ( Don Giovanni), giovane baritono di origine albanese; particolarmente brava Valentina Mastrangelo ( Donna Anna); molto bravi anche il soprano Federica Lombardi ( Donna Elvira), il tenore Giovanni Sebastiano Sala ( Don Ottavio), il baritono Riccardo Fassi ( Masetto), il mezzosprano Alessia Nadin ( Zerlina), il basso Mariano Buccino ( Commendatore). Tutti dotati di grande tecnica e buona preparazione attoriale, doti che raramente si sposano nel canto lirico.
Ottima l'esecuzione del coro, istruito dal Maestro Antonio Greco, che ha saputo assecondare la performance attoriale.
E' uno spettacolo da vedere, per quell'irresistibile scossa che trasmette.
Perché non induce a dormire su una poltrona, ma desta l'attenzione fin quasi a disturbare.
Finalmente la vita a teatro…

                                                             Il regista Graham Vick





WALTER VELTRONI: LA MAGIA DELLA NARRAZIONE




Walter Veltroni inaugura il nuovo anno scolastico alla Scuola Holden

La Scuola Holden era sicuramente il luogo più idoneo per accogliere la Lectio Magistralis che Walter Veltroni ha tenuto l'8 ottobre sulla dimensione del tempo, dunque del vivere e del sapere.
La platea di giovani affamati di sapere e il silenzio che ha dominato nel General Store durante la presentazione, hanno reso possibile una magica sospensione dall'affanno quotidiano della vita.
E proprio intorno al rapporto tra velocità e vita ruotava la riflessione.
Il primo affascinante concetto analizzato è stato quello del déjà vu, quella strana, curiosa sensazione di vivere un momento di vita già vissuto. Veltroni non ha tentato di fornirne una spiegazione neurologica, ma ha valutato il fenomeno dal punto di vista filosofico, proprio secondo le parole di Platone che sosteneva che ogni esperienza, è un'esperienza vissuta che si ritrova.
Questo particolare punto di partenza è utile ad introdurre il concetto dello spazio che contiene il tempo e del mezzo più idoneo per attraversarlo. Ma come viene vissuta narrativamente la conoscenza del tempo? Viene suddivisa in passato, presente e futuro e, nel corso della storia, queste tre dimensioni non hanno rappresentato sempre lo stesso valore.
Il fascismo, per esempio, esaltava il passato, il sessantotto guardava al futuro; il periodo in cui viviamo, invece, è fortemente incentrato al presente.
La realtà che viviamo è come costretta in una struttura narrativa in cui la dimensione del passato è considerata inutile, e quella del futuro troppo incerta. La società attuale, vive ad una velocità mai raggiunta finora, a decorrere dalla Prima Guerra Mondiale, con una particolare accelerazione negli ultimi anni.
Motore potentissimo, ovviamente, sono le tecnologie di cui facciamo uso e abuso; che rendono il mondo più democratico e più disumano nel contempo; che facilitano le modalità del vivere, ma impediscono un vero approfondimento delle problematiche che ogni giorno dobbiamo affrontare.
A questo punto, la Lectio di Veltroni rallenta il ritmo per facilitare una pausa riflessiva: qual è il legame tra velocità e profondità? Quale scandaglio possiamo garantire alla realtà se ci lasciamo guidare da un vortice di azioni e informazioni compulsive? Quanto aumenta il rischio di distorsione della verità?
Il suo dibattere finisce per formulare un dubbio circa il beneficio che tale procedere compulsivo possa giovare alle procedure della democrazia che, notoriamente, richiede lunghe fasi di tempo per adattare la cultura ai cambiamenti.
A questo punto, emerge la capacità del saggio politico, e la raffinatezza dell'uomo di cultura che sa parlare con garbo al mondo giovane attraverso affascinante metafore.
Il suo messaggio è chiaramente rivolto al Premier Renzi e alla sua efficace, ma compulsiva, logica di governo. Il suo narrare, però, non è un noioso monologo politico, ma un fantastico viaggio nella magia del cinema, attraverso la visione e l'analisi di film imperdibili nella storia di ognuno di noi, come 2001: Odissea nello spazio, di Stanley Kubrick.
Che dire? Sembrava un rischio, quello di inaugurare l'anno di lezioni alla Scuola Holden con una figura politica. In realtà, Walter Veltroni é il narratore per eccellenza che accoglie i ragazzi nel tempio della narrazione...
Visto il successo della Lectio, si è trattato di un'altra giusta intuizione di Alessandro Baricco.







lunedì 20 ottobre 2014

TORINO SCELTA DAL CONSIGLIO D'EUROPA COME SEDE PER LA CONFERENZA DI ALTO LIVELLO SULLA CARTA SOCIALE EUROPEA





Il 17 e il 18 ottobre si è tenuta  a Torino la Conferenza di alto livello sulla Carta Sociale Europea.
I rappresentanti di 47 membei del Consiglio d'Europa si sono riuniti per firmare una vera e propria costituzione  che dovrà essere adottata, d'ora in poi, affinchè gli stati europei tutelino il valore dela democrazia, dello stato di diritto e della dignità umana.
Il provvedimento ha assunto carattere fondamentale soprattuto in un periodo di crisi economica globale in cui si rende necessario stabilire il livello di povertà relativa e assoluta delle popolazioni in situazioni di disagio.
La Carta, che venne firmata a Torino nel 1961, garantisce 19 diritti economici e sociali fondamentali come il diritto alla casa, salute, istruzione, lavoro, tutela giuridica e sociale, circolazione delle persone, non discriminazione.
L'evento è uno tra i più rilevanti appuntamenti nel  programma degli incontri promossi a Torino per il Semestre italiano di Presidenza U.E.
Hanno preso parte all'incontro Il Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, il Ministro del Lavoro Poletti, i Ministri dei 47 Paesi Membri del Consiglio d'Europa, il Segretario Generale CDE Thorbjorn Jagland e la Vice- Segretaria Generale, Gabriella Battaini Dragoni.
Antropos ha dedicato la prima puntata del palinsesto 2014/2015 proprio all'evento e al Terso Forum Mondiale sullo Sviluppo Economico locale che si è tenuto, sempre a Torino il 15 ottobre.
Per dibattere  delle politiche  economiche e del lavoro territoriali, in studio erano presenti  l'Assessore Regionale alle Politiche Giovanili Monica Cerutti e l'Assessore Comunale  al Lavoro Domenico Mangone.

Intervista curata e condotto da Antonella Frontani
Focus a cura di Giorgio diaferia
Regia di Franco Finiguerra
Assistente di studio Cristina Colet e Chiara Cuttica
Backstage di Elisabetta Vacchetto e Geeta Reda

video

giovedì 9 ottobre 2014

LUCIANA LITIZZETTO E' DI NUOVO LA PROF DI FUORICLASSE







Stanno per finire le riprse della terza staagione della fiction di sucesso Fuoriclasse. A Film Commission Torino Piemonte la conferena di presentazione.

Nuove avventure i casa Passamaglia.
La nascita di una bambina ( Anna ) rappresenterà una vera e propria rivoluzione tra Isa ( Luciana Litizzetto) e Enzo ( Fausto Siarappa).
L'arrivo di una sorella ingombrante ( Lunetta Savino ) mettrà a dura prova la vita della protagonista.
Colpi di scena, piccoli drammi, risvolti profondi nei rapporti tra coniugi, genitori e figli, adolescenti innamorati e colleghi in competizione.
Sfondo divertente e di grande attualità, la scuola dilaniata dai suoi problemi e sostenuta, nel contempo, da uno spirito di grande solidarietà.
La fictione è stata girata interamente a Torino per 13 settimane, nei luoghi consueti: liceo Cavour, Istituto Tommaseo, piaza Cavour, Telestudio Torino, ex carcere le Nuoev.
La troupe ha impegnato 70 lavoratori, di cui 44 piemontesi.
Nel cast Luciana Litizzetto, Fausto Sciarappa, Andrea Arcangeli, Neri Marcorè, Lunetta Savino, Ninni Bruschetta e molti altri.
E' una produzione ITV Movie con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte, Rai ( Alesdandra Ottaviani e Daniela Troncelliti) e  Rai Fiction.
Regia di Tiziana Aristarco

video







martedì 23 settembre 2014

SUMMIT SUL LAVORO. TORINO CAPITALE DEL SOCIALE




In occasione del Semestre italiano di Presidenza U.E. Si terrà a Torino la Conferenza sulla tutela dei diritti fondamentali

Conferenza di alto livello sulla Carta Sociale Europea. Non poteva accadere in un momento migliore, in pieno regime di austerità e di lotta sindacale per la difesa dell'articolo 18.
Il Summit previsto a Torino il 17 e il 18 ottobre, in realtà, rispetto alla nostre tristi vicende sindacali avrà un raggio di intervento di più largo respiro, sia geografico (l'intero ambito europeo ), che di contenuto, ponendo come obiettivo proprio la difesa dei diritti fondamentali.
Il punto di partenza è la Carta Sociale che venne firmata, proprio a Torino nel 1961; l'obiettivo è quello di mettere a confronto i ministri del lavoro e gli esperti dei 47 paesi membri del Consiglio d'Europa al fine di dare nuovi impulsi all'economia e alla produttività, nel rispetto del diritto dei lavoratori.
Alla Carta riesaminata, dunque verranno aggiunti nuovi diritti ed emendamenti.
Il diritto alla protezione contro la povertà e l'esclusione sociale; diritto alla casa; protezione in caso di licenziamento; diritto alla protezione contro le molestie sessuali e a altre forme di molestie; diritti dei lavoratori aventi delle responsabilità familiari all'uguaglianza di opportunità e di trattamento; diritti dei rappresentanti dei lavoratori.
Tra gli emendamenti, il rafforzamento del principio di non discriminazione; miglioramento dell'eguaglianza donne/uomini in tutti i campi coperti dal trattato; maggiore protezione della maternità e protezione sociale delle madri; migliore protezione sociale, giuridica ed economica dei minori lavoratori; migliore protezione delle persone handicappate.
Sembra che il Consiglio d'Europa, insieme alla Banca Mondiale e al Fondo Monetario Mondiale, abbia preso atto dei gravi errori compiuti nell'ambito delle manovre politiche di austerità ( come quelle applicate i Grecia) che non hanno tenuto conto delle misure di carattere sociale, provocando gravi disagi alla popolazione.
Oggi, l'azione delle forze europee è destinata a definire il livello di povertà relativa e povertà assoluta di un cittadino a cui va garantita la difesa della umana dignità.
La vice -segretaria del Consiglio d'Europa, Gabriella Battaini Dragoni ha dichiarato che la scelta della sede del summit è caduta su Torino perché è stata riconosciuta, all'unanimità “capitale del sociale”.
Per l'occasione, saranno presenti in città anche il Presidente della Camera Laura Boldrini, il Ministro del Lavoro Poletti, il Segretario Generale CDE Thorbjorn Jagland.

Il dibattito che si sta tenendo nel nostro paese in merito all'articolo 18 è una materia troppo legata al localismo di un paese per essere discusso in un ambito così vasto. Sicuramente, il summit di Torino favorirà l'occasione di una più approfondita riflessione.

mercoledì 10 settembre 2014

BIRDMAN: la fragilità di un volo piumato.




Si è aperta con il film di Alejandro Gonzales Inarritu la 71' Mostra del Cinema di Venezia. Si parla già di candidature all'Oscar.

Cosa fa di un film un bel film?
Per molti la capacità tecnica di lunghi piani sequenza, per altri gli effetti speciali, la recitazione, la fotografia, la storia, i costumi, le ambientazioni.
Per molti, un film deve avere la forza e la magia di spiegare l'essenza della vita, quella che ci attraversa dentro, come “Birdman”, il film che ha aperto la 71' Mostra del Cinema di Venezia.
E' tecnicamente ben fatto, con lunghi efficaci piani sequenza e perfettamente recitato da un cast impeccabile, ma la sua forza è quella di raggiungerti con la violenza di una scudisciata: una storia angosciante e divertente nel contempo, con passaggi continui tra realtà e surrealtà, grottesca, drammatica e poetica.
Alejandro Gonzales Inarritu, il regista messicano al suo sesto (bel) film, ha voluto raccontare la storia di una vecchia celebrità che, caduta nell'oblio, cerca un riscatto nel teatro misurandosi con la sua mancanza di talento.
Il vago parallelismo tra la storia di Riggan Thomson, il protagonista reso famoso dal fantastico personaggio piumato”Birdman”, e Michael Keaton, che fu il celebre “Batman, rende seducente la lettura ma inopportuno ogni accostamento con questo grande artista, che ha vissuto serenamente e che ha interpretato con la profondità necessaria il dramma di un fallimento.
Il regista ha voluto cogliere e raccontare l'attimo di vita di un uomo in cui muore il futuro, quindi anche i suoi desideri: la consapevolezza dei propri limiti e l'incapacità ad accettarli; l'asfissia a cui ti condanna la gabbia del successo costruito sulla celebrità, e non sul talento, esattamente come il ridondante mondo dei social network, per cui puoi esistere solo per il crudele senso del ridicolo.
Proprio come un grande uccello piumato che batte incessantemente contro una finestra chiusa, il protagonista combatte inutilmente contro un mondo che non lo tirerà fuori dal suo personaggio insulso. La sua realtà ben s'intreccia con il breve racconto dolente di Raymond Carver “ Di cosa parliamo quando parliamo d'amore”, e la finzione teatrale diventa il percorso illuminato nei tortuosi corridoi bui dell'animo del protagonista.
Ma il film fa luce su molti di noi. Su un comprimario grottesco e crudele, ma soprattutto irrisolto ( Edward Norton), su due attrici coprotagoniste che, seppur impeccabili sulla scena, non hanno saputo governare la propria vita ( Naomi Watts e Andrea Rsiborough); su una figlia infelice e tossicodipendente, incapace di guardare la vita oltre il suo dramma interiore; sul ruolo dell'amico produttore, abbastanza affettuoso e cinico, come le due anime richiedono.
E fa ancora spietatamente luce, sul mondo della critica, animato da guardoni affamati di insuccessi, e sul mondo virtuale del social network, unico ambito deputato a certificare l'esistenza di un cristiano.
E' un film sano, perché contiene in sé ogni elemento necessario a riflettere. Per ognuno di noi.
E' scomodo, come una poltrona poco accogliente. Feroce, come uno specchio che rimanda, inesorabilmente, ogni dettaglio pietoso dell'immagine.
Ma è poetico, perché racconta la fragilità che non sa abbandonarsi all'indifferenza. Descrive l'infrangersi delle emozioni che si schiantano sugli scogli della vita generando il devastante, imperscrutabile fenomeno della solitudine.
Bravissimo Inarritu, per aver fatto questo film.
Bravissimo Alberto Barbera per averlo scelto come film di apertura di questa mostra che si annuncia magnifica.



San Biagio Festival: è subito magia!




Mi trovo in Umbria perché qui ci sono le mie radici, pur abitando lontano da questa terra.
Mi sembrava il luogo ideale per finire il libro che sto scrivendo, e la via migliore per raggiungere il luogo più lontano: me stessa.
E' proprio tra le colline del Perugino che la sera del 22 agosto ho raggiunto il Monastero di San Biagio per l'inaugurazione dell'ottava edizione del suo Festival di concerti di musica classica.
E' incredibile il senso di serenità che può infondere un antico monastero templare in cui trovavano riparo i pellegrini che, diretti verso la Terra Santa, transitavano per la via Flaminia.
Un luogo che mostra tracce di vita fin dal 900 d.c., in cui il lavoro paziente e saggio dei monaci che lo abitavano, lo trasformava nell'approdo più accogliente per le anime.
Sprigiona un'atmosfera suggestiva e autorevole che solo un luogo sacro può infondere, anche in uno spirito laico come il mio, imponendo un istintivo rispetto e una forte spinta alla riflessione interiore.
E' stata una grande intuizione, quella che otto anni fa ha dato vita ad un festival di concerti di musica classica.
Il potere emotivo della musica sembra rafforzare la seduzione del luogo e un concerto diventa un lungo viaggio attraverso se stessi.
L'inaugurazione a cui ho partecipato prevedeva un programma ardito: il Trio per flauto, violoncello e pianoforte di Bohuslav Martinu, “Il Carnevale degli animali” di Camille Saint Saens e “Las Cuatro Estaciones Portenas” di Astor Piazzolla. L'esecuzione era affidata al FortePiano Trio composto da Leonora Armellini al pianoforte, Tommaso Benciolini al flauto e Ludovico Armellini al violoncello.
La piccola sala era gremita da un pubblico formato da affezionati e auditori di passaggio, tutti pronti all'ascolto ma ancora ignari del piccolo miracolo.
Dopo un'esecuzione corretta delle musiche di Martinu, fin dalle prime note de “Il Carnevale degli Animali” di Saint Saens, l'atmosfera è diventata più densa, l'attenzione più profonda.
E' un compositore appartenente al Neoclassicismo e strettamente legato alla tradizione, eppure, dotato di un'abilità straordinaria che gli ha permesso di sperimentare forme nuove nell'elaborazione tematica.
Le sue opere levigate, logiche, mai eccessive, hanno rappresentato il più alto collegamento stilistico tra Liszt e Ravel e ne Il Carnevale sembra emergerne tutta la forza: uno splendido “gioco” musicale con cui Saint Saens rappresentò il mondo animale alludendo al genere umano, di cui provò un ingiustificato pudore professionale.
Il FortePiano Trio ha eseguito l'opera con stupefacente rigore nei confronti delle intenzioni della composizione: dolce, goliardica e frenetica a tratti, secondo le necessità della rappresentazione.
Il concerto prevedeva, nel finale, “Las Cuatro Estaciones Portenas” di Piazzolla, opera che ha acceso la platea come un rogo improvviso.
La forza della musica di questo compositore sembra essersi rigenerata nel forte contrasto con i puristi del tango argentino che hanno considerato per anni Piazzolla un compositore dissacrante. Invece, proprio il suo lavoro di riformatore del tango e strumentista d'avanguardia, ha permesso di realizzare opere di indiscussa bellezza che hanno ottenuto, nel tempo, i più prestigiosi riconoscimenti. E' stato il suo coraggio ad introdurre elementi del jazz e strumenti inusuali nel tango, e la straordinaria tenacia del Maestro Aldo Pagani, a svolgere la più efficace divulgazione delle opere . Il cinema scoprì questo grande artista e se ne innamorò. Da Bellocchio a Rosi, da Fernando Solanas a Terry Gillian, fino a Salvatores.
I tre giovani esecutori sono stati all'altezza del suo eclettico vigore e hanno saputo ben condurre il passaggio dai virtuosismi matematici di Saint Saens, alle frenesie struggenti del maestro argentino.
E' stato tenerissimo e entusiasmante ritrovare Leonora Armellini che avevo ascoltato esibirsi come giovane pianista nelle “Serate Musicali” milanesi di MiTo, intuizione formidabile del Maestro Restagno. Ora è una pianista formata e di grande talento, come i suoi compagni Tommaso e Ludovico.
Non era il primo concerto che ascoltavo a San Biagio, e so bene che l'alto livello di preparazione dei suoi artisti è una buona certezza del Festival.
Probabilmente il fatto di aver lavorato per anni in una fondazione lirico sinfonica mi aiuta a capire con più facilità le molteplici difficoltà che si possono incontrare organizzando una


rassegna musicale, nel tentativo di garantirne la qualità artistica e l'efficenza organizzativa.
Con una differenza: una grande istituzione può fare leva sulla propria forza rappresentativa e finanziaria, mentre una giovane organizzazione deve puntare solo sulle proprie forze e capacità.
Ecco perché penso che Mirko Fava e Anna Villani, direzione artistica e organizzativa, abbiano fatto un lavoro egregio nei confronti di una rassegna che, per di più, è gratis.
E' stato un bel risultato il riconoscimento al festival da parte dei comuni di Assisi e Nocera Umbra che lo hanno accettato nei propri confini.
Merita una lunga vita questo festival ci cui , sono sicura, beneficerà anche il mio libro strutturato sulla musica.
,